Posizione: Sassari (SS), Sardegna, Italia
Cliente: Manì Boutique
Anno: 2017
Stato: Realizzato
Tipologia: Gioielleria
Progetto: arch. Walter Dejana, arch. Renata Fiamma
Direzione lavori: arch. Renata Fiamma
Consulenze: Giuliano Giuliani (illuminotecnica), Carolina Melis (disegno pavimento), geom. Lorenzo Sanna
Impresa realizzatrice: Ditta Ivo Sanna
Arredi: arch. Walter Dejana (progetto), arch. Renata Fiamma (progetto)
Realizzazione: Fazzuoli (arredi), Ivo Sanna (opere edili)
GIOIELLERIA MANÌ
La gioielleria Manì nasce in un immobile di particolare pregio architettonico, nel cuore di Sassari, è una boutique esclusiva dove gli elementi storici e gli interventi contemporanei si incontrano dando vita ad un'architettura pulita ed elegante all’interno della quale i preziosi sono protagonisti assoluti.
Dopo un accurato intervento di restauro e rifunzionalizzazione dei locali in via Roma 28, la città di Sassari riscopre un luogo pensato come un unicum, in cui la volta storica e il nuovo pavimento vengono messi in relazione dalle teche espositive che mostrano i gioielli sospesi nel tempo e nello spazio, unendo il cielo e la terra, l'antico e il contemporaneo.
All’interno dello spazio è stata inserita una scatola che si stacca rispetto alle murature esistenti, lasciando visibili gli elementi storici di pregio, come la volta e il sottarco, per permettere una completa reversibilità dell’intervento.
Il pavimento, disegnato a mano da DEJANA FIAMMA, è un pezzo unico realizzato in situ per la boutique.
Sui colori tenui scelti per le superfici orizzontali e per le pareti perimetrali, si stagliano gli arredi progettati appositamente per la boutique incapsulati da una volta ottocentesca, coniugando il design e la raffinatezza dei materiali classici, come il legno e la pietra di tufo, ai materiali contemporanei come l’acciaio, le resine e i polimeri.
La scala elicoidale, che richiama lo scorrere del tempo, è immaginata come elemento scultoreo, un dispositivo architettonico autoportante che contraddistingue l’intervento contemporaneo per forma e per materiale: l’acciaio blu.
Un blocco unico, così concepito per evitare fissaggi meccanici, si sviluppa in due eliche, una interna e una esterna, realizzate a mano e ritagliate per sottrazione da due cilindri di diametri diversi.
Il pavimento è la parte dell’intervento che più si avvicina alla filosofia dello Studio, dove arte e architettura si contaminano; si sviluppa come un tappeto smaterializzato in un pattern formato da 4 disegni che sovrapposti si uniscono in 2 moduli. Per la realizzazione del disegno, ispirato alla tradizione tessile sarda, è stata utilizzata una tecnologia costruttiva pensata ad hoc per trasformare un’illustrazione in architettura, partendo da una base di resina bianca come fondo sulla quale sono stati posati gli stencil, poi dipinti a mano con tecniche miste, per ottenere le parti bicolore blu e oro.
Le teche espositive sono degli scrigni, nascono dal desiderio di creare dei supporti estremamente sottili, come dei fili, che creano un legame fra passato e futuro in una compresenza di massima leggerezza e massima trasparenza. Pensate come pietre preziose sospese secondo un ordine apparentemente casuale, tracciano una diagonale attraverso lo spazio, dando dinamicità.
Costituisce l’eccezione la teca più preziosa delle 11 realizzate, posizionata al centro della scala, in quota superiore rispetto alle altre è visibile solo a chi accede allo spazio per le trattative private.
