Posizione: Sassari (SS), Sardegna, Italia

Cliente: Privato

Anno: 2022 – 2025

Stato: Ultimata

Tipologia: Residenziale

Progetto: arch. Walter Dejana, arch. Renata Fiamma

Direzione lavori: arch. Renata Fiamma

Gruppo di progettazione: arch. Walter Dejana, arch. Renata Fiamma

Casa Luce 

Casa Diagonale si racconta prima ancora che si entri: è il luogo in cui la regolarità ottocentesca della città incontra una linea obliqua, un’intrusione che scompone l’ordine e produce fronti inediti. Lì dove le strade si intrecciano con inclinazioni diverse, i muri di cinta della proprietà raccolgono quella frattura urbana e la restituiscono, silenziosi e testimoni, al cuore dell’abitazione.

Nel progetto il giardino storico — una presenza tutelata, densa di storia e di ombra — non è stato considerato uno sfondo ma il motore del disegno. Il primo gesto è stato orientare la casa verso quel verde nascosto: non un’apertura occasionale, ma una volontà di trasformare il giardino in scena quotidiana, in compagno di luce e stagioni. Da qui nasce la scelta di far “entrare” dentro la casa la stessa grammatica urbana che la circonda.

Il muro di cinta diagonale è diventato corpo architettonico: è stato prolungato e portato all’interno come elemento spaziale che struttura la pianta. Non è una semplice parete, ma una spina che ordina i percorsi, definisce limiti e provoca visuali oblique che si aprono e si chiudono lungo il percorso. A partire da questo segno la pianta si piega, le relazioni fra gli ambienti si compongono secondo una logica dinamica, e la quotidianità trova nella geometria uno strumento per modulare privacy e convivialità.

Dal punto di vista distributivo la diagonale risolve contemporaneamente molte esigenze: separa con chiarezza la zona notte dalla zona giorno, senza ricorrere a percorsi lunghi o a corridoi inutili; crea prospettive che amplificano la profondità dell’appartamento e guida lo sguardo verso il giardino; costruisce nicchie e sequenze spaziali dove il mobilio e le attività domestiche possono essere disposte con ordine ma senza rigidità. Il movimento nello spazio diventa così esperienza ritmata — passi che seguono un’inclinazione, angoli che alludono a pause, visuali che si aprono come piccoli scoperti.

La scelta materica accompagna e manifesta questa semplicità intenzionale. Le superfici interne, fresche e neutre, restano sullo sfondo per esaltare la qualità delle luci e delle ombre provenienti dal verde: intonaco bianco, pavimento in cemento levigato, giunti minimi che lasciano parlare le proporzioni. I dettagli metallici e le parti in vista mantengono un registro essenziale e quasi artigianale, così che il giardino — con il suo verde, le cortecce, i frutti stagionali — diventi l’elemento cromatico e materico più ricco della scena.

La luce qui non è decorazione: è materia che modella gli spazi. Al mattino filtra tra le chiome, creando macchie mobili sul pavimento; nelle ore calde l’ombra degli alberi tempera la temperatura interna; al tramonto il giardino si fa schermo morbido dove la casa proietta la sua quotidianità. Lo sguardo sul verde cambia con le stagioni, offrendo alla casa un carattere vivo e mutevole che nessuna finitura artificiale potrebbe riprodurre.

L’intervento ha dunque voluto ricucire la casa con la sua città e con il suo giardino: trasformare una condizione di isolamento in una relazione consapevole, fare della frattura urbana un’opportunità progettuale. Casa Diagonale è il risultato di questo dialogo — una casa che parla con la città attraverso la sua inclinazione e che respira con il giardino, rendendo ogni gesto quotidiano parte di un racconto più ampio, fatto di luce, di geometrie e di memorie.